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SEI SOMMERSO DAI debiti?

CON LA LEGGE N. 3/2012 PUOI RIDURRE, PIANIFICARE, POSTICIPARE, RATEIZZARE O ADDIRITTURA ANNULLARE I TUOI DeBITI

ANCHE QUELLI CON EQUITALIA!

A CHI SI RIVOLGE LA LEGGE n. 3/2012

La Legge n. 3/2012 nasce allo scopo di aiutare Privati e Aziende che attraversano una crisi debitoria o hanno beni mobili e immobili esposti a procedure esecutive, pignoramenti e fermi amministrativi.

A questo istituto possono accedere tutti i soggetti sovraindebitati, ossia:

* chi versa in una difficile situazione economica a causa dello squilibrio tra i pagamenti da effettuare e le entrate mensili;

* chi è impossibilitato a far fronte ai propri impegni economici, pur avendo un reddito, anche minimo, o un patrimonio immobiliare;

* chi è già stato segnalato in banche dati (Crif, Experia, etc.) o ha beni sottoposti a pignoramenti o ipoteche giudiziali.

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Il nostro Team analizzerà la tua situazione debitoria e studierà la strategia più efficace per la corretta presentazione dell’istanza al Giudice.

Attivando la procedura prevista dalla Legge n. 3/2012 è possibile ottenere alcuni benefici immediati, come:

* la sospensione di tutte le azioni di recupero intraprese nei confronti del debitore;

* la sospensione di un anno del pagamento delle rate dei mutui.

Al termine della procedura si può ottenere la liberazione da tutti i debiti residui nei confronti dei creditori non soddisfatti e la cancellazione del proprio nominativo dalle banche dati, con la possibilità di accedere nuovamente al credito.

Crisi da sovraindebitamento risolte dai Tribunali

RIDUZIONE DELL’87% DEL DEBITO CON EQUITALIA

Il consumatore aveva un debito con Equitalia di € 87.000,00 per tributi non versati.

Il Tribunale ha omologato il piano prevedendo una esdebitazione dell’87% a fronte del versamento di € 11.200,00, calcolati sulla base delle possibilità attuali della debitrice.

La proposta prevedeva il soddisfacimento del debito mediante vendita di una quota di immobile di proprietà del contribuente, operando così una sensibile riduzione del debito opportunamente giustificata nella relazione integrativa.

Tribunale di Busto Arsizio, decreto 15/9/ 2014 omologa Piano del Consumatore (con riduzione dell’87% debito Equitalia)

RIDUZIONE DEL 74% DEI DEBITI CHIROGRAFARI

Il Tribunale ha omologato il piano del consumatore stabilendo il pagamento parziale dei debiti chirografari pari a complessivi € 119.554,56 in ragione del 26%, pari a € 31.084, da versarsi mediante n. 40 rate di € 777,10.

Tribunale di Roma, decreto del 28/02/2018 omologa Piano del Consumatore

RIDUZIONE DEL 53% DEL DEBITO FORMATO DA MUTUO + PRESTITO PERSONALE + DEBITO VERSO UN PROFESSIONISTA

 

ESPOSIZIONE DEBITORIA

– € 251.000 per contratto di mutuo con garanzia ipotecaria su casa;

– € 1.990,00 prestito personale;

– € 5.600,00 debito verso un professionista;

 

PATRIMONIO E REDDITO DEL DEBITORE

– appartamento valore € 125.000,00;

– autovettura € 1.500;

– arredi casa € 1.300;

– saldo c/c € 143,00;

– reddito lavoro dipendente € 1.525,00

 

PIANO APPROVATO

A fronte di un debito originario di € 258.000,00, il Tribunale ha omologato il piano per esdebitazione con la proposta di pagamento di una somma di € 138.000,00 da versare con n. 213 rate mensili di € 650,00 ciascuna.

Tribunale di Napoli, Decreto del 28/10/15 omologa Piano del Consumatore

RIDUZIONE DEL 60% DEL DEBITO FORMATO DA MUTUO + FINANZIAMENTI + CAMBIALI

ESPOSIZIONE DEBITORIA

– Mutuo ipotecario nei confronti di Che Banca!  € 117.084,99;

– Finanziamento Agos  € 12.500,00; 

– Finanziamento Compass/Ifis Banca  € 16.293,18; 

– Cambiali in favore di Findomestic  € 651,86; 

– Cambiali in favore di Agos  € 5.597,00;

 

PATRIMONIO E REDDITO DEL DEBITORE

– Immobile del valore di € 122.740,00;

– Stipendio debitore pari a circa € 1.300 mensili netti

– Stipendio coniuge pari a circa 600 € mensili

 

PIANO APPROVATO

A fronte di un debito complessivo originario di € 152.127,03, il Tribunale ha omologato il piano per esdebitazione al 60% del debito nei confronti del creditore ipotecario (Banca che ha concesso il mutuo), da pagare in 126 rate mensili e al 60% del debito nei confronti dei creditori chirografari (finanziarie) da pagare in 75 rate mensili.

Tribunale di Napoli Nord, decreto 15/09/2019 omologa Piano del Consumatore

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La legge n. 3/2012. Domande e risposte

Che cos’è la composizione della crisi da Sovraindebitamento?

La procedura di composizione della crisi da Sovraindebitamento è uno strumento nuovo (introdotto dalla legge n. 3/2012) che serve a “ristrutturare” i propri debiti. E’ rivolto ai soggetti in situazione di difficoltà che non riescono più a far fronte ai propri debiti. Si può accedere alla procedura quando i debiti sono diventati sproporzionati rispetto alle proprie disponibilità. Grazie alla procedura di composizione delle crisi da Sovraindebitamento si può riequilibrare questa situazione, proponendo un saldo e stralcio di tutti i proprio debiti e ripartendo da zero. Grazie al legge sul sovraindebitamento si può ottenere uno stralcio (cancellazione parziale) dei debiti anche superiore al 60% e ripartire da zero con serenità (cd. fresh start) e senza più subire le continue e insistenti richieste dei creditori. Proprio in considerazione dei risultati che permette di ottenere la legge n. 3/2012 è stata soprannominata “legge salva suicidi”.

Come funziona la procedura di risoluzione del Sovraindebitamento?

La procedura di composizione della crisi da Sovraindebitamento è una procedura molto veloce (ha una durata media di 6 mesi) e, con l’aiuto di consulenti professionali e competenti (Avvocato e Commercialista) consente ai soggetti indebitati di risolvere la situazione di crisi in cui si sono venuti a trovare e di arrivare all’esdebitazione. La procedura inizia con un’analisi dettagliata della situazione economica e patrimoniale del soggetto che intende utilizzarla e si conclude con una proposta di ristrutturazione del debito a saldo e stralcio di tutti i debiti in essere, consentendo al debitore un notevole risparmio.

È vero che con la procedura di composizione della crisi da Sovraindebitamento posso RIDURRE O ANCHE liberarmi dei debiti con la Banca (mutuo, prestiti, etc.) e con Equitalia?

Sì, la procedura di composizione delle crisi consente di stralciare i debiti con le banche, le finanziarie e anche con Equitalia, offrendo in pagamento una cifra adeguata al reddito attuale e rateizzata secondo le proprie disponibilità.

Ci sono debiti che non possono essere stralciati?

In linea generale, si può ottenere il saldo e stralcio di tutti i debiti in essere al momento dell’accesso alla procedura, in quanto lo scopo della legge è proprio quello di azzerare tutti i debiti e di evitare procedure esecutive da parte di singoli creditori. Il fine della legge n. 3/2012 infatti è quello di ottenere che il debitore in situazione di difficoltà possa ripartire da zero e risolvere tutte le situazioni critiche in corso, incluse le morosità dei canoni di locazione o delle bollette.

Non possono essere stralciati unicamente: le tasse dell’Unione Europea e il debito IVA, che però possono essere rateizzati in base alle disponibilità del debitore.

Attivare la procedura di composizione della crisi da Sovraindebitamento è una possibilità reale di cancellare i propri debiti?

Sì! La procedura di composizione della crisi da Sovraindebitamento consente di ottenere in media uno stralcio dei debiti in misura maggiore del 60%  (sono stati registrati casi di stralcio anche al 93%) e rateizzazioni della somma proposta fino a 30 anni.

Il requisito necessario perché la procedura porti effettivamente ai benefici previsti dalla Legge è quello di formulare una proposta corretta al Giudice, e pertanto è opportuno rivolgersi a Professionisti seri e preparati a formulare proposte adeguate.

Scopri i benefici della

Legge N. 3/2012

Disposizioni in materia di usura, estorsione e crisi da sovraindebitamento

La Legge n. 3/2012 prevede che il debitore in stato di sovraindebitamento  “non soggetto nè assoggettabile alle vigenti procedure concorsuali“, possa proporre ai creditori, con l’ausilio degli organismi di composizione della crisi, un accordo di ristrutturazione dei debiti sulla base di un piano che dovrà prevedere le scadenze e le modalità di pagamento dei creditori, le eventuali garanzie rilasciate per l’adempimento dei debiti, le modalità per l’eventuale liquidazione dei beni.

La proposta di accordo prevede la ristrutturazione dei debiti e la soddisfazione dei crediti attraverso qualsiasi forma, anche mediante cessione dei redditi futuri. Nel caso in cui i beni o i redditi del debitore non siano sufficienti a garantire la fattibilità del piano, la proposta deve essere sottoscritta da uno o più terzi che consentono il conferimento, anche in garanzia, di redditi o beni sufficienti per l’attuabilità dell’accordo.

Il piano può prevedere una moratoria fino ad un anno per il pagamento dei creditori estranei quando ricorrono cumulativamente le seguenti condizioni:

a) il piano risulti idoneo ad assicurare il pagamento alla scadenza del nuovo termine;

b) l’esecuzione del piano sia affidata ad un liquidatore nominato dal giudice su proposta dell’organismo di composizione della crisi;

c) la moratoria non riguardi il pagamento dei titolari di crediti impignorabili.

Il provvedimento contiene inoltre alcune tutele per le imprese contro l’usura e flessibilità nell’accesso ai finanziamenti antiracket.

LA PROCEDURA

Criteri di presentazione della proposta di accordo

Il debitore deve presentare un’istanza al Presidente del Tribunale per la nomina di un Ente o Professionista abilitato (denominato Organismo di Composizione della Crisi), che cura la proposta di accordo o il piano di rientro del debito.

L’accordo richiede il voto favorevole dei creditori rappresentanti almeno il 60% dei crediti, infatti la procedura tende al raggiungimento di un accordo con la maggioranza dei creditori (il silenzio vale come accettazione); a determinate condizioni, il debitore viene ammesso a pagare i propri debiti anche in misura ridotta, purché rispetti gli impegni assunti con la proposta di accordo.

Analogo scopo ha la procedura relativa al piano del consumatore, con la differenza che in questo caso non è necessario l’accordo con i creditori, in quanto il piano può essere omologato (cioè reso efficace nei confronti di tutti) sulla base della sola valutazione del Tribunale.

Con entrambe le procedure la ristrutturazione dei debiti e la soddisfazione dei creditori può avvenire in qualsiasi modo, anche con la cessione di eventuali propri crediti futuri. Il debitore deve indicare come intende ristrutturare i debiti e soddisfare i crediti, con scadenze e modalità di pagamento, precisando per quali elementi l’accordo o il piano risulta fattibile. E’ possibile prevedere l’intervento di terzi che offrano garanzie, previo loro consenso scritto.

Omologazione della proposta di accordo

Dopo il deposito della richiesta, si avvia un procedimento di verifica delle condizioni necessarie per l’omologazione, ossia il provvedimento che rende vincolante l’accordo o il piano per tutti i creditori. Con la presentazione del piano del consumatore si ha la convocazione dei creditori per la loro audizione, ma non per la raccolta di un voto o consenso come avviene nell’ipotesi della proposta di accordo.

Il giudice omologa il piano, a prescindere dal consenso dei creditori, quando:

1. verifica che sia assicurato il pagamento dei crediti che devono essere necessariamente soddisfatti (impignorabili, alimenti, ecc.);

2. esclude che il consumatore abbia assunto dei debiti senza la ragionevole prospettiva di potervi adempiere;

3. esclude che il consumatore abbia colposamente determinato il proprio sovraindebitamento anche per mezzo di un ricorso al credito non proporzionato alle proprie capacità patrimoniali.

Durante le procedure il giudice sospende ogni azione esecutiva (ad es. pignoramento) sui beni del debitore.

Nel corso di entrambe le procedure ogni creditore non consenziente può sollevare delle contestazioni circa la convenienza dell’accordo o del piano. In tal caso il giudice provvede all’omologazione solo se ritiene che il credito di chi solleva la contestazione possa essere soddisfatto dall’esecuzione dell’accordo o del piano in misura non inferiore a quella che deriverebbe dalla liquidazione dell’intero patrimonio del debitore.

L’ipotesi della liquidazione del patrimonio

Qualora non sia possibile ricorrere all’accordo con i creditori oppure al piano del consumatore, che permettono un certo margine di scelta su quali e quanti beni cedere, è possibile chiedere volontariamente la liquidazione di tutto il proprio patrimonio (ad eccezione di alcuni beni che sono impignorabili). L’intero patrimonio, qualunque sia il suo valore, viene così messo a disposizione dei creditori liberando il debitore da tutti i suoi impegni ed obbligazioni.

Si può accedere a questa procedura anche chi è soggetto a procedure esecutive o fallimentari, o chi ha già fatto ricorso nei precedenti 5 anni al piano del consumatore o all’accordo con i creditori (condizioni che invece non permettono di accedere alle altre due procedure).

La procedura di liquidazione, oltre che volontaria, può essere disposta dal Tribunale nei seguenti casi:

1. quando il debitore non esegue integralmente, entro 90 giorni dalle scadenze previste, i pagamenti dovuti secondo il piano alle amministrazioni pubbliche ed agli enti gestori di forme di previdenza e assistenza obbligatoria

2. nel caso in cui durante la procedura risultino compiuti atti diretti a frodare le ragioni dei creditori

3. quando con dolo o con colpa grave è stato aumentato o diminuito il passivo, ovvero sottratta o dissimulata una parte rilevante dell’attivo ovvero siano state dolosamente simulate attività inesistenti

4. quando il debitore non adempie agli obblighi derivanti dall’accordo o dal piano, le garanzie promesse non vengono costituite o l’esecuzione dell’accordo o del piano diviene impossibile anche per ragioni non imputabili al debitore stesso.

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La nostra Associazione aiuta i cittadini e le imprese commerciali ed artigiane che versano in difficoltà economiche causate dalla grave crisi economica che l’Italia sta attraversando.

Offriamo una prima consulenza economico-legale gratuita e non impegnativa per le parti per tutte le problematiche inerenti i rapporti con Banche, Equitalia, Agenzia delle Entrate, Agenzie di Recupero Crediti ed altri soggetti notoriamente creditori.

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Il nostro team di avvocati, commercialisti e periti legali vi assisterà per l’intera procedura, al fine di raggiungere l’obiettivo della tua esdebitazione.

Lo scopo della nostra azione è ridurre e, laddove possibile, cancellare l’esposizione debitoria di chi non riesce più a far fronte ai propri impegni.

Oggi la Legge n.3/2012 offre alcune alternative legali e rispettose della dignità della persona. Il nostro compito è informare cittadini e imprenditori di tutti gli strumenti legali preposti per ottenere la riduzione e l’annullamento di debiti contratti in passato e oggi non più sostenibili.

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